Un caso fortuna per Merano: l’artista Ellen Tornquist

La mostra su Ellen Tornquist è finalmente visitabile a Villa Freischütz. Per me significa giungere alla conclusione di questo blog e tentare di tirarne le somme. La nostra indagine è partita dalla domanda: chi era l’artista Ellen Tornquist? La mia risposta, oggi, è: un’impressionista tedesca che ha arricchito la vita artistica di Merano negli anni precedenti alla Prima Guerra Mondiale e che ha seguito il proprio percorso nonostante tutte le difficoltà.

Zeichnung_Robert_Henze
Ellen Tornquist 1899, disegnata da Robert Henze

L‘impressionista

È una vera sfida interpretare un’artista che non dispone ancora di una sua „etichetta“, sulla quale non esistono saggi e che non è mai stata associata ad un particolare movimento artistico neppure nelle recensioni contemporanee. Le sue opere dovranno parlare per se stesse, e i dipinti, le xilografie e i pastelli che si trovano nella nostra collezione individuano Ellen Tornquist come un’impressionista. Invece che ricercare la rappresentazione realistica del vero, l’artista preferiva afferrare l’atmosfera del momento, come ad esempio nel suo dipinto „Autunno“ che espose a Merano nel 1907.    

Gemälde "Herbst"
Autunno (1904)

Nel suo „Ritratto di una contadinella“ si riscontra la tipica tecnica pittorica impressionista che accostava campi di colore gli uni vicini agli altri, in modo che osservati a distanza formassero un motivo (benché dai contorni sfumati).

Ritratto di una ragazza di campagna, ca. 1910 (Foto: Sebastian Zössmayr)

Oltre ai suoi dipinti, la collezione di Villa Freischütz contiene soprattutto pastelli e xilografie, entrambe techniche particolarmente amate dall’impressionismo.

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Xilografia a colori “Catinaccio vicino a Bolzano”, ca. 1910 (Foto: Sebastian Zössmayr)

Monaco di Baviera, dove Ellen Tornquist studiò dal 1895 al 1900, è considerata la culla dell’impressionismo tedesco, e i suoi due docenti, Theodor Hummel e Christian Landenberger, appartenevano a tale corrente.

Ellen Tornquist era decisamente contraria all’Espressionismo, benché riconoscesse ad alcun* artist* della corrente di cercare “mezzi espressivi nuovi per il suo sentire, in sforzi sinceri e calorosi”, come scrisse in una lettera del 12 gennaio 1920 a Luisa Fromm.

La “Tirolese”

Come descritto, Ellen Tornquist visse a Merano per motivi di salute e lasciò la città già nel 1918 e non nel 1926, come avevo inizialmente ipotizzato qui. Ma dal 1905 al 1918 contribuì attivamente a dar forma alla vita artistica della città di cura. Partecipò alacremente alle mostre organizzate dall’Associazione Artisti e Artigiani e dal “Meraner Künstlerbund” (Unione Artisti Merano) fondato nel 1906, tanto da essere nominata nella sua giuria e commissione sugli allestimenti nel 1911. Il pittore di formazione accademica, Gustav Adolf Appelbaum, giudicò come „ammirevole“ la qualità dei lavori dell’artista, dichiarando “la signorina Tornquist ci batte tutti, qui a Merano.”

A Merano (ma probabilmente anche a Bolzano), Ellen Tornquist proseguì la sua attività didattica e guidò dal 1910 al 1914 una scuola di pittura, prima presso Villa Pomona e poi presso Villa Placida.

Malschulenschild
Cartello pubblicitario fatto dall’artista stessa

Nel 1918, in seguito alle conseguenze della Prima Guerra Mondiale, l’artista dovette abbandonare Merano, seppure a malincuore. Eppure, il tempo qui trascorso l’avrà influenzata così profondamente che avrebbe cominciato ad essere conosciuta come “l’artista tirolese”. Veniva considerata tale, ad esempio, nella mostra del 1925/1926 dal titolo “Astisti tirolesi contemporanei,” che si spostò successivamente attraverso la Renania e la Vestfalia e altre città tedesche.

Quale sia stata l’influenza di artiste donne nella vivace scena artistica meranese negli anni precedenti alla Prima Guerra Mondiale è ancora motivo di studio. Almeno un quinto dei membri del „Meraner Künstlerbund“ erano donne. Oggi i loro nomi sono dimenticati, anche se di tanto in tanto una delle loro opere d’arte fa la sua apparizione sul mercato. Sarebbe interessante, se con la storia di Ellen Tornquist avessimo dato il via ad una serie di ulteriori scoperte!

La perseverante

Ciò che maggiormente emerge dall’osservazione e dal confronto con il percorso artistico di Ellen Tornquist, a mio parere, è la sua perseveranza: l’artista ha seguito il suo percorso, imperturbabile. Benché le donne che si decidevano per una carriera artistica, fossero costantemente confrontate con il rifiuto, come qui analizzato, lei perseguì lo studio dell’arte. Nonostante due interi decenni infestati dalla malattia (soffriva, probabilmente, di tubercolosi polmonare), che la costrinsero a lunghi soggiorni presso sanatori e ospedali, continuò a lavorare ogni volta le fosse possibile. Quando il suo migliorato stato di salute glielo consentì, a 58 anni si iscrisse a un corso presso la Académie de la Grande Chaumière a Parigi.

Stillleben_Ellen_Tornquist
Natura morta, 1912 circa (Foto: Sebastian Zössmayr). Alcuni degli oggetti raffigurati sono ancora nella collezione di Villa Freischütz.

Come nel caso di molt* altr* artist* della sua epoca, le due Guerre mondiali complicarono o interruppero la costruzione di una carriera stabile. Eppure, nonostante questo e indipendentemente dallo sforzo che le fu richiesto, Tornquist si mise instancabilmente alla ricerca di possibilità di poter lavorare artisticamente. Senza voler mitigare il fatto, probabilmente anche le illustrazioni che realizzò per il libretto “La patria di Adolf Hitler” di Eduard Kriechbaum, pubblicato nel 1935, devono essere inquadrate in questo contesta, allo stesso modo delle domande inoltrate alla fondazione “Dr. Goebbels-Stiftung Künstlerdank”, fondata nel 1936 (non fu mai iscritta al partito nazionalsocialista, ma era membro della “Camera del Reich per le arti visive”), da cui venne economicamente sostenuta dal 1937 al 1942.   

Teppichentwurf_Ellen_Tornquist
Disegno di Ellen Tornquist per un tappeto (1914 circa)

Nonostante tutte le avversità, l’arte costituì per Ellen Tornquist un’importante fonte di energia, come si può evincere da questa lettera che scrisse a Zoila Fromm il 13 febbraio del 1920:

Se però ti sarai appropriata di un’arte o di un’altra attività che puoi svolgere per tuo conto, seguendo una tua via, che appaghi la tua coscienza vigile e che sappia anche mantenersi salda di fronte alla critica di uomini d’intelletto, allora ti sarai conquistata un tesoro per la vita che saprà donarti gioie e soddisfazioni infinite, comunque dovesse evolversi il tuo destino.

Ellen Tornquist, 1920

La ricerca delle tracce continuerà ad accompagnarci. Soprattutto, speriamo di scovare altre opere dell’artista in musei e collezioni private, così che possa ampliarsi il nostro sguardo su Ellen Tornquist. Ma per il momento restiamo alla Villa Freischütz, dove possiamo sollevare il sipario su uno splendido ritorno!

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